La Badia di Sant’Andrea e i suoi cipressi

Venerdì 15 febbraio siamo andati a visitare la Badia di Sant’Andrea  a Loro Ciuffenna, per osservare quel che resta dell’antico cipresso. Alle 10,30 siamo usciti da scuola e ci siamo incamminati verso la Badia, passando dietro alla Basilica, per via Gruissan, via Roma, deviando poi per la strada della Badia. Un tempo quella strada era molto importante, perché  portava all’Anciolina, a Chiassaia, in Pratomagno, in Casentino, a Badia Santa Trinita e Casamona. Funzionava un po’ come oggi l’autostrada. Lungo la strada ci sono ancora le pietre che segnavano il cammino. Una volta vi erano anche tanti cipressi. Appena arrivati siamo rimasti sorpresi nel vedere il gigantesco tronco del vecchio cipresso. Ci hanno raccontato che in tempo di guerra ci si nascondevano i partigiani; infatti  dentro sono state ritrovate delle brandine. Quindi ospitava uccellini ma anche persone. Per quanto riguarda il suo abbattimento ci hanno confermato che è stato tagliato perché era malato, mezzo rotto forse per un fulmine, e che era diventato pericoloso. Dopo siamo andati a vedere l’esterno della chiesa. Il campanile prima era situato sopra alla facciata, ora è nella parte posteriore. Nel cortile c’è un bellissimo pozzo in pietra lavorata; un altro si trova nel giardino. Purtroppo la chiesa era chiusa ma sappiamo che al suo interno c’è un antico affresco e vi sono conservate le ossa di Frate Forte. Su di lui e altri personaggi storici sono state scritte storie e leggende. Queste le possiamo leggere nel romanzo storico di Amos Volpini “Carlino de’ Pazzi”. Prima di riprendere la via del ritorno ci siamo fatti una foto ricordo.

 Abbiamo percorso Via Roma, chiamata una volta Via Di San Clemente. Tanto tempo fa era costeggiata da un fosso, lungo il quale negli anni ’50 i bambini della scuola piantarono i cipressi, in occasione della festa degli alberi.

 

 

 

 

 

 

 

Riportiamo le parole di Gino Manneschi tratte dal libro Notizie storiche sul Comune di Loro Ciuffenna, 1921

“L’Abbazia di Sant’Andera a Loro, posta in un’amena posizione all’ombra di secolari cipressi, i cui rami si intrecciano in un fraterno amplesso, è una chiesa a tetto abbastanza ampia e sfogata”(pag.99)

 

Di una chiesa chiamata Sant’Andrea a Loro si ha notizia in un documento del 1065 con il quale Azzo di Britulo donava alcuni suoi possedimenti. Si pensa che sia stata la prima chiesa di Loro. Al suo interno vi è un affresco, Annunziata, di un artista fiorentino del XV secolo. Una volta lungo la strada che dal paese porta alla Badia vi erano molti cipressi. Davanti al campanile per quasi cinquecento anni è rimasto un grande cipresso, che in tempi moderni, ormai malato, è stato tagliato. Il tronco che è rimasto lascia intuire la sua maestosità, conserva segreti della storia di Loro. Se ci avviciniamo a quell’enorme ceppo è possibile ancora sentire il profumo di resina.

Ecco alcune foto che ritraggono il cipresso in alcuni momenti della sua vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il percorso nella Carta Leopoldina [link]

 


5 risposte a "La Badia di Sant’Andrea e i suoi cipressi"

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