La fabbrica delle parole di Erik Orsenna

Abbiamo letto un libro straordinario che parla delle parole in modo divertente.

Alcune informazioni generali

Titolo: La fabbrica della parole

Autore: Erik  Orsenna

Ilustrazioni  di Camille Chevrillon.

Editore: Salani

Trama: il dittatore Necrode bandisce le parole dalla sua isola, tranne dodici (tutti verbi). La classe di Giovanna e la maestra Lorenzini combattono; scoprono come sono fatte le parole, e quanto sono importanti. Saranno le parole stesse a risolvere la situazione.

I nostri pensieri.

  • Questo libro mi piace perché ci insegna a inventare le parole. Ci insegna  anche che se le parole si usano esistono nel mondo. Erik Orsenna ha avuto il coraggio di usare la gioia per le parole e l’amore per la musica. Non mi dimenticherò mai di Giovanna, perché aveva l’amore per le parole e di Necrode per l’odio delle parole che lo circondavano. Non dimenticherò mai questo libro meraviglioso che abbiamo letto in classe.
  • Importante è la parola AMORE. Non dimenticherò mai quelle belle parole d’amore.
  • Orsenna ha ragione perché  con 12 parole non si può spiegare niente, come una persona senza anima. Non mi scorderò mai che Orsenna è un difensore delle parole e questo vuol dire che  le protegge  in tutto il mondo.
  • Il libro  mi è piaciuto perchè è stato divertente scoprire nuove cose  ed è molto interessante giocare con le parole, scoprendone l’origine e il significato etimologico. E’stata una sensazione bellissima.
  • Il libro mi è piaciuto perchè i dodici verbi si sono liberati, Necrode è rimasto senza parole. Mi diverte e mi piacciono tanto, ma tanto le parole.
  • Questa storia mi è piaciuta tanto tanto. Insegna la grammatica, i verbi. Aiuta non molto ma moltissimo. Ora che ci penso Orsenna ha avuto un’idea geniale: di insegnare non solo alla sua classe, ma anche ai grandi, agli anziani e ai giovani lettori. Con questo libro abbiamo imparato i verbi, anche quelli più strani e non solo verbi ma tante altre parole, con il loro albero genealogico. Le parole possono essere offensive, gentili, normali. Ma la più importante è la parola AMORE.
  • Questo libro mi è piaciuto tanto e con i miei compagni ho fatto tanti lavori, ma il capitolo che mi è piaciuto di più è stato quando hanno costruito le parole. Non dimenticherò mai tutto quello che ci ha insegnato Giovanna.
  • Il libro mi è piaciuto perché era buffo e divertente, soprattutto il preside “Merluzzo”.
  • Questo libro è molto interessante e bello, ci ha fatto fare l’albero delle parole, non lo dimenticherò mai.
  • Questo libro parla delle parole e mi piace, non lo scorderò mai. Mi ha detto di non litigare. Non lo dimenticherò mai.
  • Il  libro mi é piaciuto perché parlava di un sacco di parole e mi faceva ridere:  i bambini chiamavano il preside  della scuola “merluzzo”!
  • Il libro mi è piaciuto perché si impara l’origine delle parole. Alla fine le dodici parole si  liberano,
  • E’ molto divertente e carino. La lettura incuriosisce molto.
  • Il libro mi è piaciuto perchè mi fa ridere perchè ci sono delle parole buffe.
  • Il libro mi è piaciuto perché  parla dell’importanza delle parole e di come si formano tutte le parole del mondo e di tutte le origini.
  • Questa storia insegna come si usano le parole e cose nuove tipo da dove vengono e a che lingua appartengono. Non dimenticherò mai la miniera dove scrivono le parole perché facevano i giochi e montavano e smontavano con i prefissi e i suffissi.
  • Il libro mi è piaciuto perché parla dell’importanza delle parole e ci fa imparare come si formano.
  • Mi è piaciuto perché parlava delle parole e delle lettere. Alla fine Necrode è stato sconfitto grazie alle parole.
  • Il libro mi è piaciuto perché  parla  delle parole e fa ridere molto ed è molto interessante.
  • La storia è molto bella e avvincente. Non mi dimenticherò mai di come Giovanna e la maestra Lorenzini inventarono le parole insieme ai compagni di classe e ad altri maestri. Il personaggio che mi è piaciuto di più è Capataz.
  • Il libro mi è piaciuto perché si impara l’origine delle parole.
  • Mi è piaciuto perché alla fine sconfissero Necrode e festeggiarono.
  • Questa storia è stata avvincente ed Erik Orsenna ci ha insegnato a fare l’albero genealogico e a fare tanti altri giochi. Questo libro parla di come si inventano le parole. La parte che mi ricordo meglio è la fabbrica delle parole che Necrode ha fatto chiudere. Giovanna lì ha imparato a cambiare le parole con i suffissi e i prefissi.. Non dimenticherò mai Giovanna e la Lorenzini.
  • Eric Orsenna  in questo libro esprime benissimo il significato delle parole in modo allegro e divertente. Vorrei che venisse a farci una lezione e farmi il suo autografo. Non dimenticherò mai quando la maestra Lorenzini portò gli alunni alla fabbrica delle parole alla miniera.
  • Io penso Orsennà abbia fatto un bel libro di parole e poi penso che abbia avuto una buona idea srivere tanti libri . Penso che la fabbrica delle parole sia un dei più belli che abbia fatto. Ora noi stiamo per leggere un altro libro con la nostra maestra. Non dimenticherò del capitolo che ha scritto del signor Enrico e la bellezza di questo libro!!!
  • Questo libro è davvero bello, anzi superbellissimo. A me piace l’ultima parte dove il perfido Necrode se ne va!! Con questo libro abbiamo fatto l’albero genealogico e inventato parole…mi dispiace che abbiamo finito di leggerlo, perché è davvero bello.
  • La storia fa venire in mente emozioni;ci sono: gioia, tristezza, felicità, rabbia…. Orsenna ci ha messo molto tempo a scrivere questo libro e si è ispirato molto alle parole. Non mi dimenticherò mai quando Necrode fece del bene alle parole…per modo di dire!
  • Classi Terze A-B
Ecco le nostre illustrazioni …

 

 

 

 

 

 

 

 


5 risposte a "La fabbrica delle parole di Erik Orsenna"

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